Animali senzienti

A volte avrete sentito parlare di animali senzienti, una definizione in realtà piuttosto larga che serve a indicare alcune caratteristiche degli animali. Proprio la caratteristica di esseri senzienti ha portato la giurisprudenza a formulare norme e leggi per donare agli animali dei diritti e garantire anche diverse forme di tutela. Continua a leggere per saperne di più.

Animali senzienti: cosa significa?

La definizione di animali senzienti fa riferimento alla capacità di queste creature di provare e sentire sensazioni attraverso i sensi del corpo. Ciò distingue gli animali dalle piante, che al contrario non hanno alcun sistema o apparato che permetta loro di provare qualcosa. Prendiamo l’esempio del nostro cane: utilizzando i suoi sensi può sentire freddo o caldo, può avere fame, può sentire dolore e molto altro. Tutto ciò ha contribuito, negli ultimi decenni, alla realizzazione di norme dedicate proprio per la tutela degli animali, così da proteggerli contro la crudeltà e la brutalità dell’essere umano.

In primis bisogna fare una distinzione: gli animali sono sì senzienti, ma mancano di quella che nel diritto viene chiamata capacità giuridica, cioè la possibilità di agire in giudizio in autonomia. Per questo in alcuni casi è previsto che i meccanismi di tutela intervengano a prescindere dalle intenzioni del padrone. Ciò avviene quando il cane viene ucciso o viene maltrattato: nel caso in cui tutto ciò venga reso note agli enti competenti la procedura verrà avviata in automatico, anche in assenza di una ipotetica denuncia.

A proposito di maltrattamenti: una delle leggi principali in questo campo è la legge 281/1991, dove il legislatore ha indicato chiaramente quali sono gli obblighi di ogni padrone. L’animale domestico va nutrito e curato, anche attraverso le visite dal veterinario. Non mancano altre prerogative inderogabili, come il cercare di prevenire la fuga. Ciò significa che ogni padrone è responsabile per la salvaguardia del proprio animale domestico, qualunque esso sia.

Questione etica

Negli ultimi anni in molti hanno sollevato la questione etica legata al consumo di carne. Gli animali senzienti sono anche il pollo, la mucca o il maiale, tra i più allevati allo scopo di essere poi uccisi per ottenere la loro carne. Per questo in tanti hanno scelto di rivoluzionare la propria dieta, adottando uno stile di vita vegetariano o vegano. Qual è la differenza tra queste due categorie?

I vegetariani annullano il consumo di carne, ma continuano a mangiare i derivati, come uova, latte e formaggi. Al contrario i vegani eliminano dalla loro dieta qualsiasi derivato animale. Così da evitare non solo la loro uccisione, ma anche forme di allevamento intensivo e eticamente scorretto.

Anche per gli allevamenti esistono specifiche norme da parte della legge. L’obiettivo, da parte delle istituzioni, è quello di promuovere in ogni contesto ciò che chiamano “benessere animale”. Per questo è possibile oggi fare riferimento al Piano Nazionale per il Benessere Animale, che recepisce anche le linee guida tracciate dalle istituzioni europee. In virtù di queste norme il compito dell’essere umano è di evitare forme di violenza e brutalità, rispettando la dignità dell’animale.

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