Adozione Spirituale

Cos’è l’adozione spirituale? Si tratta di una pratica legata alla fede cattolica, attraverso la quale è possibile chiedere all’Onnipotente di proteggere un bambino che deve ancora nascere. Un vero e proprio atto di fede, in cui promettiamo devozione e preghiere per aiutare la nascita di una nuova vita. Vediamo tutti i dettagli nelle prossime righe.

Adozione spirituale: un atto di fede

Questo atto di fede nasce in maniera totalmente disinteressata. Non possiamo dedicarlo a un bambino specifico, ma sarà la preghiera stessa ad indirizzarsi verso chi ha bisogno di questo sostegno. L’impegno che si prende, di fronte a Dio, è di pregare ogni giorno per nove mesi. La preghiera deve avvenire attraverso i misteri del Rosario, accompagnati da una speciale preghiera che potete trovare anche in rete. In alternativa potete chiedere consiglio al vostro parroco, che darvi utili consigli per scegliere i versi più adatti alla vostra promessa.

Si può anche amplificare il proprio impegno, unendo alla recita quotidiana di questi versi anche altre pratiche ben viste dalla dottrina cattolica. Fare la Comunione di frequente, confessarsi e anche effettuare dei digiuni sono tutte pratiche che possono contribuire alla propria adozione spirituale.

Tutti possono effettuare una adozione spirituale, e non esistono limiti. Uomini e donne, laici e componenti del clero: ognuno di loro è un potenziale genitore spirituale. Anche i bambini possono fare questa promessa al Signore, ma in tal caso si consiglia di rendere la preghiera un momento di condivisione tra genitori e figli, per far comprendere al meglio l’importanza del proprio gesto. In più tale pratica può essere seguita anche da chi non vive all’interno di una relazione sacramentale. Si tratta di un impegno personale e individuale, che non ha nulla a che vedere con altri contesti e altri individui.

Cosa c’è da sapere

Ecco alcuni dettagli fondamentali per chi vuole realizzare una vera e propria adozione spirituale.

In primis ricordiamo che non si può in alcun modo sapere chi sia il bambino che stiamo adottando. Sarò la fede a portare la nostra preghiera là dove ce n’è più bisogno. Allo stesso modo non possiamo effettuare più di una adozione spirituale nello stesso momento. Si tratta di una connessione uno a uno, con un credente e un bambino che vengono legati dalla Misericordia di Dio.

Ciò non significa che non si possano fare più adozioni spirituali. Conclusi i nove mesi del nostro impegno potremo replicarla quante volte vogliamo, senza alcun limite. Bisogna anche ricordare che tale promessa non deve necessariamente essere fatta in forma pubblica, ma può anche essere realizzata in forma privata. Non dobbiamo in nessun modo darne conto a eventuali terzi, ma solo e unicamente al Signore.

L’adozione spirituale non si interrompe se a volte dimentichiamo di pregare. La dimenticanza non è considerata un peccato, ma l’importante è proseguire con il massimo impegno in questa pratica spirituale. Inoltre non bisogna ignorare volontariamente il proprio impegno, anteponendogli ad esempio la pigrizia. Non importa quanto si sia stanchi: bisogna ugualmente trovare la forza di rivolgere la propria preghiera a Dio.

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